La natura è l’insieme di tutti gli elementi e fenomeni presenti sulla Terra non creati dall’uomo, come animali, piante, funghi, microrganismi, montagne, fiumi, mari ed ecosistemi. È il sistema complesso di relazioni che permette la vita sul pianeta e mantiene gli equilibri ambientali.
La biodiversità, invece, indica la varietà della vita presente in natura. Comprende la diversità delle specie animali e vegetali, le differenze genetiche tra individui della stessa specie e la varietà degli ecosistemi, come foreste, laghi, praterie o zone marine. Una grande biodiversità rende gli ecosistemi più stabili, resistenti ai cambiamenti e capaci di fornire risorse fondamentali per l’uomo, come cibo, acqua pulita, ossigeno e materie prime.
La natura e la biodiversità rappresentano quindi il patrimonio fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi e per la qualità della vita dell’uomo. Tuttavia, questo equilibrio può essere minacciato dall’introduzione di specie alloctone, cioè organismi trasferiti dall’uomo al di fuori del loro ambiente naturale. Alcune di queste specie riescono a diffondersi rapidamente, alterando habitat, mettendo in difficoltà le specie autoctone e riducendo la biodiversità. Comprendere il fenomeno delle specie invasive è oggi essenziale per proteggere gli ecosistemi, preservare le risorse naturali e salvaguardare il patrimonio ambientale.
Le specie autoctone sono organismi presenti in un territorio per effetto di processi naturali, senza intervento umano, mentre le specie alloctone sono state introdotte dall’uomo, volontariamente o accidentalmente, al di fuori della loro area di origine. La distinzione dipende quindi sia dall’origine geografica sia dal ruolo dell’uomo nella diffusione delle specie. Una specie non è aliena in senso assoluto, ma soltanto rispetto a un determinato territorio: può essere nativa in una regione e alloctona in un’altra. In Italia esiste anche il fenomeno della transfaunazione, che si verifica quando una specie autoctona di una parte del paese viene trasferita in un’altra area dove non era originariamente presente, diventando così aliena in quel nuovo contesto.
Le specie alloctone possono diventare pericolose per l’ambiente autoctono perché, una volta introdotte in un nuovo ecosistema, spesso non trovano predatori naturali o fattori di controllo capaci di limitarne la diffusione. Questo può permettere loro di moltiplicarsi rapidamente e competere con le specie native per risorse come cibo, acqua e spazio vitale. In molti casi le specie autoctone, evolutesi in equilibrio con l’ambiente locale, non sono preparate a contrastare nuovi competitori, predatori o parassiti introdotti dall’esterno.
Le specie alloctone possono inoltre alterare gli habitat, modificare le catene alimentari e trasmettere malattie sconosciute alla fauna e alla flora locali. Alcune specie invasive riescono addirittura a sostituire progressivamente quelle native, causando una riduzione della biodiversità e cambiamenti anche molto profondi negli ecosistemi. Per questo motivo l’introduzione incontrollata di specie aliene è considerata una delle principali minacce alla conservazione degli ambienti naturali.
Quando queste specie riescono a stabilirsi e a diffondersi, diventando invasive, rappresentano la seconda causa di perdita di biodiversità a livello mondiale. In Italia, il numero di queste specie è cresciuto del 96% negli ultimi 30 anni.
Per affrontare questa emergenza, la comunità internazionale e nazionale ha adottato strumenti normativi fondamentali:
Impegna gli stati a prevenire l'introduzione di specie aliene e a controllarle
Adegua la normativa italiana a quella europea, introducendo divieti rigorosi di commercio, detenzione e rilascio, e stabilendo sanzioni severe per i trasgressori
Stabilisce norme comuni per prevenire e gestire l'introduzione delle specie invasive più pericolose (di rilevanza unionale)
Ogni cittadino ha un ruolo chiave nella protezione del territorio della Liguria. Ecco come puoi fare la differenza:
Prima di comprare una pianta ornamentale o un animale esotico, informati. Assicurati che non appartengano a specie invasive vietate e preferisci specie native locali
Anche un gesto apparentemente innocuo, come liberare una pianta d'acquario in un fiume o un animale in un parco urbano, può innescare un'invasione biologica catastrofica
La tua segnalazione è preziosa! Se avvisti una specie aliena, utilizza strumenti ufficiali come l'App del progetto LIFE ASAP o invia i dati al portale della Regione Liguria Li.Bi.Oss. (Osservatorio Ligure della Biodiversità)
Diventa un "moltiplicatore". Informa amici e familiari sui rischi delle specie aliene, basandoti sempre su fonti scientifiche e istituzionali per contrastare le notizie false
L'uso di applicazioni e piattaforme digitali è uno strumento fondamentale per la citizen science (scienza dei cittadini), permettendo a chiunque di contribuire attivamente alla tutela ambientale, in particolare nel monitoraggio delle specie aliene invasive.
Il progetto LIFE ASAP (Alien Species Awareness Program), che vede l'ISPRA come coordinatore nazionale, ha previsto lo sviluppo di app specifiche per la segnalazione di specie aliene sul territorio. Queste applicazioni consentono ai cittadini di inviare foto e dati geografici di esemplari avvistati, alimentando i database scientifici per un rilevamento precoce.
Per il territorio della Liguria, lo strumento ufficiale di riferimento è l'Osservatorio Ligure della Biodiversità (Li.Bi.Oss.), gestito dall'ARPAL.
L'Osservatorio funge da polo centrale per la raccolta delle segnalazioni provenienti dal pubblico e dagli enti gestori, e permette la trasmissione dei dati in un formato standardizzato per garantire la validità scientifica delle osservazioni.
Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (ex MATTM) mette a disposizione sul proprio sito istituzionale strumenti per le segnalazioni ufficiali:
Una casella di posta elettronica dedicata per segnalare la comparsa di specie esotiche invasive di rilevanza unionale o nazionale.
Un'area dedicata alla biodiversità dove è possibile scaricare moduli per la denuncia del possesso di specie aliene (obbligatoria per legge).
Sebbene siano strumenti più tecnici, sono consultabili database ufficiali per il riconoscimento e la verifica della distribuzione delle specie:
EASIN (European Alien Species Information Network): il network della Commissione Europea.
Banca nazionale specie aliene ISPRA: il portale nazionale italiano.
Per specie particolarmente critiche, come il calabrone asiatico, esistono portali dedicati che fungono da interfaccia per il monitoraggio collettivo:
www.stopvelutina.it e www.vespavelutina.eu: siti web dove è possibile riportare avvistamenti di nidi o esemplari, partecipando attivamente alla rete di allerta rapida
Le specie abbandonate competono con quelle native per il cibo e lo spazio. In Liguria, la testuggine americana (Trachemys scripta) minaccia la sopravvivenza della nostra testuggine palustre europea (Emys orbicularis), portandola verso l'estinzione locale
Gli animali esotici rilasciati possono essere vettori di malattie e parassiti pericolosi per le specie native e, talvolta, anche per l'uomo, come la Salmonella o la malattia di Lyme
Riparare i danni causati dalle specie aliene alle infrastrutture, all'agricoltura e alla pesca costa miliardi di euro ogni anno in Europa
Il rilascio di specie invasive nell'ambiente è un reato penale. Secondo il D.Lgs. 230/2017, chi abbandona queste specie rischia l'arresto fino a tre anni e sanzioni pecuniarie che possono arrivare a 150.000 euro